|
Giusto per fare il punto della non situazione.
A volte mi domando se tu stia seguendo il manuale “Come farmi odiare così mi molli”. Ti ho dato un pezzo di cuore, la fiducia e non va bene. Credo di essermi persa dei passaggi perchè quando vuoi bene a qualcuno dovresti fare così no? A volte mi domando se il mondo sia girato male, anche se è più credibile che quella girata nel senso sbagliato sia io. Esistesse una tessera raccolta errori della vita credo che potrei vincere premi importanti. Il bello di tutto questo è che io sto cercando di rimanere in equilibrio, gestisco bene le situazioni, studio le mosse in modo che proceda nel verso accettabile e più tendo a stare in piedi, più crollo o mi ritrovo in bilico. Sto bene. Aiuto sono qui aggrappata, sto per cadere. Precipito. Sto male. Mi rialzo. Odio la monotonia e le altalene mi hanno sempre causato un po’ di nausea, ti avverto. Ridammi il mio sorriso vero. Dovessi scrivere una canzone sicuramente la intitolerei: “L’equilibrio che non ho”, dovessi cercare un titolo per il mio libro sceglierei: “La sfiga sia con me, cadendo e rimbalzando”. Ho reso l’idea?
Pateticità alle stelle.
Se ci incontrassimo probabilmente ti guarderei negli occhi cercando una risposta, ma andrei avanti lasciandoti lì. Anche se in realtà non andrebbe mica così, mi conosco e sì ti guarderei negli occhi, ma abbracciandoti. Mi mancano i tuoi abbracci e riesco pure a pensarti quando al supermercato compro i biscotti con quel nome. Sorrido come una perfetta imbecille. Sei devastante ed invadente anche se non sei presente fisicamente. Sei la mia rovina, io che stavo andando avanti e ora? Affogo, sprofondo. In questi silenzi ho fantasticato al punto che ora potrei girare un film, ho una sceneggiatura stupenda e post it su di te per la casa. Ho anche i brani da farti ascoltare e sai se ti incontrassi ti lascerei un cd così per farti capire come sono stata, come sto. Credo che così potresti farti un’idea, ma ragionando non te ne importerebbe nulla. Non sono più importante per te, ma solo una pagina sbagliata del tuo libro. Una prova. Una delle tante ragazze che hai incontrato, baciato, desiderato e abbandonato per qualche stupido motivo. Dovrei ritenermi fortunata ad essere stata scelta? Proprio no, guarda la prossima volta che mi vedi evitami. Però quando è che mi riabbracci? Manchi e sì sono patetica.
La verità è che.
Aspettare è un verbo che a lungo andare ti devasta. Sperare è un verbo che a lungo andare può illudere. Ho il terribile vizio di dare seconde possibilità alle persone, di convincermi che esista un valido motivo perchè sia andato in quel modo e ci sia una soluzione. Anche se il mio sesto senso è lì che urla e potesse mi strozzerebbe. Lo sento a ripetermi “acqua, acqua, acqua. Sabri dove stai andando? Sabri smettila è sbagliato. Sabri gira. Sabri non prendere il telefono. Sabri evita di aspettare. Sabri non vedi le cose, la smetti di essere così fottutamente ottimista? Sabri non ti vedi. Sabri il tuo cuore finirà con l’esplodere se continui. Sabri la testa scoppia. Sabri non è tutto rosa e fiori. Sabri se non ha funzionato una volta, come può andare ora? Non hai i superpoteri. Sabri vuoi fermarti? Sabri respira. Sabri dove stai andando? Sabri sai che così non risolvi le cose? Sabri piantala. Sabriiii” Ecco questa sequenza di comandi, ordini capita se va bene 12 ore nella giornata. Il motivo? Quando dò il cuore perdo il senso della realtà, quando qualcosa mi prende bene allo stesso tempo mi uccide lentamente. Quando devo dare il massimo lo faccio, quando amo mi perdo totalmente. Peccato che quando la magia finisce, tu sei in un mondo che non vorresti abbandonare ma ti tocca. Scendi, schifi la realtà, detesti tutto e ti senti trasparente. Ti guardi allo specchio e non ti riconosci. Eri felice e ora? Aspetti, ma non è la risposta corretta. Dopo la fase dell’accettazione, passi a vivere alla giornata e hai paura di amare qualcuno. Non è colpa tua, tremi. Stai ancora male, ma vai avanti e sai che potresti ricadere. Non è colpa tua. Poi arriva la fase in cui esci perchè ti costringono quei santi dei tuoi amici, ti trovi con una birra in mano e speri di riuscire a stare bene in futuro. Vivi come in una bolla in ambito sentimentale, devi deviare tutte le situazioni che potrebbero crearti disagio o semplicemente non vuoi incontrare l’amore. Lo ignori, un po’ come se si rifiutasse un’amicizia su facebook. Però per quanto scapperai ancora? Non lo so. Vorrei amare, vorrei non avere paura ed essere confusa quando potrei essere felice. Vorrei poter dire sono qui e sono pronta a riniziare. Ragionando chi avrebbe voglia di fare questo cammino con una come me? Non ho un’autostima affidabile, non sono sicura, non so più chi sono e il mio cuore trema. Sono un disastro, ma ho bisogno di essere amata ancora.
…
Il vuoto hai presente com’è? Nero, grigio, bianco. Privo di qualsiasi sentimento. Il vuoto non ha pensieri perchè tutto ti scivola e non riesci ad afferrare niente. Sei vuoto. Non provi nulla e potresti impazzire. Tutto è buio e hai paura di dimenticare i colori. Ti chiudi e ti isoli. Ecco io sono in una fase vuota, ma le sensazioni ed emozioni ancora le percepisco. Non so afferrare le persone, le cose, i sentimenti e le lascio cadere. Ci provo, ma faccio solo danni e vedo svanire tutto. Fa male. Sto in bilico. Ho i tempi sballati, arrivo troppo tardi e perdo. Sono così tremendamente sbagliata che vorrei fuggire, eppure rimango perchè so che in qualche parte di questo vuoto c’è uno spiraglio di luce.
Punti di vista.
Non cambia nulla esternamente. Dormi, ti alzi, mangi, vesti, vai a lezione, perdi tempo sui social network, esci con gli amici, fai shopping e così via. Tutto è uguale a prima no? Ho un cuore a pezzi, ma chi lo nota? Nessuno. Sei la stessa che fa le stesse azioni da anni, ma evitando la monotonia. Sono quella che si fissa su una precisa marca di biscotti e dopo un mese non riesce più a mangiarli, così cambio tipo. Sono quella che ascolta canzoni deprimenti e mette alla prova le proprie lacrime. Sono quella che detesta le scadenze ed è sempre in ritardo. Sono quella che beve caffè in quantità assurde e riesce comunque a dormire. Sono quella che vivrebbe di baci, abbracci e parole dolci, ma detesta ammettere di essere romantica. Sono quella che si perde in paranoie, domande e però ho una soluzione su tutto. Sono quella che scrive e passa ore, ore in libreria. Sono quella che ama la birra, i concerti e le serate in pigiama davanti alla tivù. Sono quella che quando le crolla il mondo si fa coraggio e scrive. Sono quella che non ammetterebbe mai davanti a nessuno di avere il cuore a pezzi, ma gli occhi mi fregano sempre. Dovrei iniziare ad usare gli occhiali da sole. Sono quella che si fida degli altri nonostante tutto. Sono quella che fa battute pessime e balbetta quando è in imbarazzo. Sono quella che cucina dolci quando è in carenza d’affetto. Sono quella che salva gli altri, ma non sa tirarsi fuori dai propri problemi idioti. Sono quella che si perde nella musica e non saprebbe stare un giorno senza. Tutte queste ormai sono certezze. La mia vera insicurezza è amare. Il cuore batte anche se è a pezzi. Vive come può. Dovrebbero inventare un nastro adesivo più resistente per tenere saldi i pezzi del cuore. Accidenti.
Una confusa che mette le cose in chiaro. Fa ridere no?
Il cielo è sempre blu, non è cambiato nulla. Forse l’unica ad essere cambiata con il tempo sono io. Sono legata ai sentimenti, alle situazioni che mi travolgono e tutto questo mi porta alla confusione più totale. Mi alzo e ho quella sensazione di amarezza, vuoto che mi divora lentamente. Non abbraccio le persone a caso, non bacio le persone così perchè oggi sono in vena di evadere dalla mia monotonia, non sorrido se non ho voglia di farlo, non faccio le cose maledettamente a caso. Ogni singolo mio gesto, ogni mia scelta è precisa e dettata sia dal cuore sia dalla testa. Poi che sia normalmente una persona confusa questo è un altro discorso. Nel caos ho precise regole che posso cambiare in base all’umore, ma una linea netta esiste. In queste ultime settimane sto letteralmente saltellando tra certezza, insicurezza e non vedo la fine del tunnel. Vorrei poter fermare il tempo in qualche preciso istante, bello eh? Non posso farlo e voglio andare avanti, però mi devo voltare un attimo per riprendere il mio sorriso e anche quei piccoli gesti che non mi dispiacevano mica.Non voglio il mio passato perchè sinceramente gli ho già dedicato troppa importanza. Le persone entrano nella tua vita senza troppi problemi e con la stessa simpatia, presunzione se ne vanno. Dovrei sottolineare più sovente che ho un cuore, mi scordo sempre di dirlo. Pensavo fosse una cosa normale, invece a quanto pare non è una cosa nota a tutti. Quindi vivo, respiro, mi faccio male, mi fate male, amo, odio, salto, cado pure io. Sì, sono umana. Non lo sapevi?
Le paranoie sono la mia rovina.
Sto cercando di capire e non capisco. Sto cercando di pensare e mi annullo senza motivo. Sto cercando una via di uscita e trovo solo entrate. Sto cercando un equilibrio e mi trovo puntualmente in bilico. Sto cercando di evitare le cadute e mi compro i cerotti per prevenzione ( si sa mai). Sto cercando di ascoltare il cuore e la testa mi propone solo soluzioni idiote. Sto cercando di capirmi, ma dovrei aver capito che dopo 22 anni se non ci sono riuscita non posso far miracoli ora. Sto cercando di ignorare i sentimenti che entrano, escono, passano per un po’ nel mio cuore invece li ascolto ed assecondo. Sto cercando di evitare i problemi ma mi annoio e li invito a prendere un caffè con me. Sto cercando di inseguire la strada più semplice, ma non sono capace e riesco a renderla difficile. Sto cercando di essere forte e poi crollo lentamente osservando un soffitto sommersa dai pensieri. Sto cercando di ridere ma non mi ricordo più come sia il mio sorriso. Sto cercando di non amare e mi inciampo appena il cuore batte. Sto cercando di voltare pagina e rischio solo di essere soffocata dalle parole degli altri. Sto cercando di fare qualcosa di giusto e ho solamente una folle paura di amare ancora. Sto cercando di essere fredda ma non mi riconosco. Sto cercando di sembrare sicura ma so di essere poco credibile. Sto cercando la ragione e mi scontro con le idee folli. Sto cercando la stabilità ma ragionando sono quella che cade ogni tre passi. Sto cercando troppe cose e sbaglio. Non dovrei ascoltare le paranoie, guarda in che stato mi ritrovo ora.
La realtà che tu non vedi, ma aspetti.
Deve essere davvero imbranato il mio principe azzurro o peggio è caduto e ha perso la memoria. Non arriva, fisso la via di casa e c’è solo il solito cagnolino che abbaia contro tutti, il postino che porta qualche busta e magari speri si fermi da te con una lettera ( ragionando chi scrive ancora su questo pianeta? Ormai la parola francobollo è sconosciuta) e la vicina ficcanaso che sa tutto di tutti, forse sa pure quante volte vado in bagno e cosa ho comprato al supermercato. Aspettare un principe azzurro fa ridere non trovate? Eppure nella parte più remota della mia testa, ancora ci credo. Idiozia pura. Sono un’eterna bambina, ma ringraziando so vedere la realtà e passare il tempo a deprimersi è una perdita di tempo. Mica per altro ho un blog. Trasformo l’acidità, le mancanze, i vuoti in parole e frasi sensate per convincermi dei lati traballanti. La realtà è diversa da ciò che aspetto, ma non mi fa paura. Non ho nulla da perdere, ormai non cado rimbalzo e risalgo senza problemi.
“Prova a stringere più forte che puoi quello che di buono resta di noi. Questi segni sulla pelle non vanno più via…”
- “Neve”
Trovare pezzi di passato sulla moleskine
“Ti lascerei, me ne andrei con la certezza di non vederti più. Staccherei ogni legame con te, ma mi troverei a litigare con i ricordi e non so quanto sarei forte per subire ogni giorno tutto questo. Foto, canzoni, pensieri che mi hai lasciato in giro per la casa, posti che abbiamo vissuto insieme. Potrei rimanere, potrei cadere, potrei essere felice, potrei e basta. Ma ho scelto di andare via. Ho scelto di volermi bene.” Ora come ora aggiungerei a quel pensiero: “Sì, sono forte e sono andata avanti vacillando. Sono caduta, mi sono tirata sù e ho continuato a cercare il sorriso senza la tua compagnia.” |